Le cripto-attività e le tecnologie su cui si fondano stanno trasformando il sistema finanziario globale. Al tempo stesso, la loro natura giuridica, i loro effetti economici e i rischi che pongono per la stabilità finanziaria hanno indotto gli Stati a seguire percorsi normativi molto diversi. Gli Stati membri del Consiglio di cooperazione degli Stati arabi del Golfo (Consiglio di cooperazione del Golfo o "CCG") presentano strutture economiche simili e condividono l'obiettivo di affermarsi come centri finanziari, ma non hanno adottato un quadro normativo comune in materia di cripto-attività. Hanno invece costruito regimi frammentati e articolati su più livelli, che riflettono priorità politiche differenti.
Tale frammentazione persiste nel primo semestre del 2026, sebbene i regimi autorizzativi coprano ora una gamma più ampia di attività e siano comparse discipline specifiche per la tokenizzazione e i token di pagamento.
L'evoluzione della regolamentazione delle cripto-attività in Turchia
La Turchia ha disciplinato le cripto-attività in modo graduale, spinta soprattutto da esigenze di stabilità finanziaria e di contrasto al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo. In un primo momento le cripto-attività non sono state riconosciute né come moneta a corso legale né come moneta elettronica, strumenti di pagamento o strumenti del mercato dei capitali, e il loro impiego nelle operazioni di pagamento è stato vietato in via assoluta, il che di fatto le ha escluse dal sistema dei pagamenti.
Con la crescita del mercato, l'indirizzo politico è passato dalla limitazione dell'uso da parte della clientela al dettaglio alla sottoposizione delle infrastrutture di mercato alla vigilanza delle autorità. Entro il 2024 la normativa sul mercato dei capitali aveva definito le nozioni fondamentali di cripto-attività, prestatore di servizi per le cripto-attività, piattaforma di negoziazione e servizio di custodia, ponendo così le basi giuridiche del settore. Contestualmente sono stati ampliati gli obblighi di conformità previsti dai regolamenti del Comitato di indagine sui reati finanziari (MASAK). Nel 2025 si sono succeduti a breve distanza diversi interventi. È divenuta obbligatoria la cosiddetta regola di viaggio, che impone di registrare e trasmettere i dati dell'ordinante e del beneficiario nei trasferimenti di cripto-attività. Sono stati introdotti requisiti dettagliati in materia di capitale minimo, struttura organizzativa, controlli interni e gestione dei rischi, gli obblighi operativi sono stati disciplinati nel dettaglio e i meccanismi di vigilanza sono stati rafforzati. I regimi di sospensione dei conti e di sequestro hanno ulteriormente esteso il potere delle autorità amministrative di intervenire direttamente sul mercato e hanno inasprito il sistema sanzionatorio. Il mercato turco delle cripto-attività è così passato da un contesto in larga parte privo di regole a un regime di vigilanza pervasivo e rigoroso.
Nel 2026 sono stati innalzati i requisiti di capitale minimo per ottenere l'autorizzazione dal Comitato dei mercati dei capitali (CMB) e i servizi di custodia sono stati assoggettati a standard di sicurezza paragonabili a quelli del settore bancario. Il periodo transitorio entro il quale le piattaforme non autorizzate dovevano cessare la propria attività si è concluso il 30 giugno 2026, consolidando il mercato attorno a soggetti autorizzati e vigilati.
Oltre ai requisiti autorizzativi e di condotta, i regolamenti del MASAK hanno ulteriormente irrigidito il sistema con restrizioni operative aggiuntive, tra cui periodi di attesa per i trasferimenti, limiti all'uso delle stablecoin e obblighi rafforzati di adeguata verifica della clientela (KYC) e antiriciclaggio (AML). Sul piano fiscale, nel marzo 2026 è stata presentata al Parlamento una proposta di legge sulla tassazione delle cripto-attività, poi ritirata. A metà del 2026 non è in vigore alcun regime fiscale specifico per le cripto-attività, benché i lavori preparatori proseguano.
L'approccio giuridico alle cripto-attività nei paesi del CCG
Gli approcci normativi dei paesi del CCG sono stati dettati principalmente dagli obiettivi di preservare la stabilità finanziaria, contrastare il riciclaggio e tutelare il sistema bancario. A causa della loro natura speculativa e della persistente incertezza giuridica, le attività in cripto-attività sono state dapprima limitate mediante avvertenze pubbliche e divieti di fatto. Con il tempo, tuttavia, il crescente riconoscimento delle potenzialità della blockchain nelle infrastrutture finanziarie ha portato ad approcci normativi più flessibili e selettivi.
Questa tendenza si è fatta più evidente nel 2026 e ha prodotto nella regione una politica a doppio binario. Le attività in cripto-attività del settore privato restano soggette a restrizioni, mentre le iniziative di moneta digitale controllata dallo Stato (CBDC) e i progetti di strumenti finanziari tokenizzati sono attivamente incoraggiati. In questo contesto si sono sviluppati nella regione del CCG tre principali modelli normativi.
Bahrein
In base al regime istituito dalla propria Banca centrale, il Bahrein assoggetta i prestatori di servizi per le cripto-attività a requisiti in materia di capitale minimo, gestione dei rischi, tutela delle attività della clientela, standard tecnologici e sicurezza informatica. Sono disciplinate anche le offerte di token digitali, il che rafforza ulteriormente la tutela degli investitori. Le cripto-attività non hanno corso legale, ma l'attività prosegue in forma controllata attraverso spazi di sperimentazione normativa e la collaborazione con il sistema bancario. Nel 2025 e nel 2026 il Bahrein ha esteso il proprio quadro normativo alle stablecoin e ai prodotti finanziari tokenizzati e ha consolidato l'ambizione di diventare un centro finanziario regionale autorizzando piattaforme internazionali di scambio di cripto-attività.
Emirati Arabi Uniti
Gli Emirati Arabi Uniti (EAU), e Dubai in particolare, si sono dotati di un quadro giuridico organico con l'obiettivo di diventare un centro mondiale delle cripto-attività. La Legge sulle attività virtuali ha introdotto requisiti autorizzativi per i prestatori di servizi per le cripto-attività e ha designato la Dubai Virtual Assets Regulatory Authority (VARA) quale autorità amministrativa competente, mentre il Dubai International Financial Centre dispone di un proprio regime distinto. Le operazioni in cripto-attività degli investitori privati sono in linea di principio consentite, ma le imprese sono soggette a rigorosi obblighi antiriciclaggio e di segnalazione. I vantaggi fiscali e la chiarezza del quadro normativo hanno favorito elevati tassi di adozione delle cripto-attività.
Nel 2026 il quadro normativo degli EAU è diventato notevolmente più complesso. A livello federale, l'autorità dei mercati dei capitali (CMA) ha riorganizzato le attività connesse alle cripto-attività in otto distinte categorie autorizzative. La VARA ha pubblicato orientamenti sulle emissioni di token, ha introdotto regole specifiche per i prodotti derivati e ha previsto la vigilanza della Banca centrale sulla finanza decentralizzata e sui token di pagamento. Ne discende una struttura articolata su più livelli nella quale cinque diverse autorità amministrative esercitano poteri concorrenti, cosicché gli operatori possono avere bisogno di più autorizzazioni a seconda dell'ambito delle loro attività.
Qatar
Il Qatar mantiene il divieto delle criptovalute pur consentendo la tokenizzazione degli strumenti del mercato dei capitali, e traccia una linea netta tra le due fattispecie. Le sue emissioni di obbligazioni digitali riflettono questo approccio. Le criptovalute restano soggette a restrizioni, mentre la tokenizzazione degli strumenti del mercato dei capitali e le tecnologie a registro distribuito sono accolte con favore. In base all'approccio dei "token esclusi" adottato dopo il 2024, le cripto-attività tradizionali restano vietate, mentre gli strumenti finanziari tokenizzati sono trattati come un'attività di mercato regolamentata.
Arabia Saudita
L'Arabia Saudita guarda con cautela ai mercati pubblici delle cripto-attività e privilegia le iniziative di moneta digitale della banca centrale e i progetti blockchain istituzionali. Si tratta di una politica a doppio binario incentrata su soluzioni di finanza digitale controllate dallo Stato e ad accesso autorizzato.
Kuwait
Il Kuwait applica uno dei regimi più severi della regione. Le cripto-attività non hanno alcuno status giuridico e non possono essere utilizzate a fini di pagamento o di investimento. Alle banche e ai soggetti vigilati è fatto divieto di svolgere qualsiasi attività connessa alle cripto-attività. Nel 2025 e nel 2026 questo approccio si è ulteriormente irrigidito, con sanzioni più gravi per l'attività di estrazione di cripto-attività e significative restrizioni operative motivate da preoccupazioni sul consumo energetico.
Oman
L'Oman non impone un divieto assoluto, ma segue una strategia normativa prudente e graduale basata su avvertenze pubbliche e obblighi di registrazione.
Valutazione comparativa
Gli approcci giuridici del CCG non convergono verso un modello unico e variano invece in funzione della percezione del rischio e degli obiettivi strategici di ciascun paese. La Turchia rappresenta per contro un peculiare modello di transizione fondato su autorizzazione, vigilanza e obblighi di conformità.
Nel 2026 la principale differenza tra la Turchia e il CCG è di ordine strutturale. La Turchia si sta orientando verso un regime autorizzativo centralizzato e uniforme, mentre nel CCG la potestà regolamentare resta ripartita tra più organi amministrativi e permangono strutture frammentate. Ciononostante, entrambe le aree seguono una tendenza comune consistente nell'imporre ai prestatori di servizi obblighi analoghi a quelli bancari e nell'escludere dal sistema gli operatori non autorizzati.
Benché l'attività privata in cripto-attività resti soggetta a restrizioni in tutto il CCG, le iniziative di moneta digitale e di tokenizzazione sostenute dallo Stato ricevono forte impulso. In Turchia, per contro, gli sviluppi in questo campo sono ancora in una fase iniziale.
Sia nel CCG sia in Turchia, la regolamentazione delle cripto-attività si sta allontanando dal divieto assoluto per approdare a un approccio normativo basato sul rischio e graduale. Le iniziative di tokenizzazione e i progetti di CBDC resteranno verosimilmente al centro dell'agenda normativa, il che colloca l'orientamento regolamentare della Turchia in linea, nel complesso, con gli sviluppi a livello globale.
